
Il successo degli eventi realizzati da O.I.C. è frutto principalmente dell'esperienza e della professionalità del suo management, guidato da Anna Rita Bonamici (Presidente), Roberto Bucciarelli (Amministratore Delegato), Irene Serio (Amministratore Delegato) ed Andrea Tomagnini per Scientific Press.
O.I.C. : OLTRE UN CONGRESSO, L’ EVENTO
intervista a: Anna Rita Bonamici (Presidente);
Roberto Bucciarelli e Irene Serio (Amministratori Delegati) O.I.C. Srl
Annarita Bonamici, come spiegare al pubblico il vostro lavoro?
Organizzare un congresso è, mi permetta il gioco di parole, mettere tanti servizi al servizio di un unico incontro: la pianificazione puntuale e precisa di ogni dettaglio, che va poi, non sommato, ma fuso insieme agli altri per creare un Evento. Un congresso può essere paragonabile ad una pièce teatrale. E un bravo attore, così come un bravo congress organizer, deve essere tecnicamente preparato, ma anche saper interpretare la scena attraverso la sua personale creatività: deve lavorare duro per mesi, anche se solo nel momento in cui salirà sul palco darà vita e voce al suo impegno: mesi di prove, di cui il pubblico è e deve essere all’oscuro, e poi tutto si consuma in pochi atti. Ma quando si è lavorato bene prima che apra il sipario, tenere la scena diventa naturale, e gli applausi inevitabilmente arrivano.
Oggi si parla molto di turismo congressuale. Con quali strategie vi muovete in questo ambito?
Decisamente la nostra vocazione è la migliore organizzazione di convegni ad alto livello, principalmente medici ma anche istituzionali: ci piace ricordare, per la sua eccezionalità, la riunione di capi di Stato e di Governo a Firenze nel 1999, con D’Alema, Clinton e Blair, ma anche, nel 2003, la riunione dei Ministri degli Esteri a Riva del Garda. Tuttavia il congresso medico resta per noi uno dei campi d’intervento privilegiati, anche perché è senz’altro quello che lascia più il segno nelle città dove viene svolto: porta con sé il prestigio di fare da cassa di risonanza per le scoperte dei più grandi nomi della medicina, e insieme mette in moto tutti i gangli economici di una città: alberghi, ristoranti, musei, negozi. Abbiamo calcolato che ogni congressista lascia mediamente 300-350 euro al giorno nella città dove vive il congresso. Un turismo “bello e utile”, quindi, da soddisfare ed incentivare. Per questo ci facciamo costantemente promotori dell’Italia, e di Firenze in special modo, come sede ideale anche di congressi internazionali.
Roberto Bucciarelli, qual è la vostra visione internazionale del mondo congressuale?
Organizziamo congressi in tutto il mondo: eventi in Australia, Sud Africa, Argentina, così come Cina, Stati Uniti, Brasile, e ovunque ci venga richiesto. Lavorare in ambito internazionale è indubbiamente stimolante e ci permette di accrescere la nostra visione “a tutto tondo” del mondo congressuale, ma ancora più volentieri cerchiamo di indirizzarci verso l’Europa e soprattutto l’Italia perché, anche se siamo “intercontinentali” a tutti gli effetti, preferiamo comunque metterci al servizio del prestigio e dell’economia del nostro Paese e della città dove ha sede il nostro centro operativo: Firenze può accogliere anche i congressi più imponenti grazie alla struttura della Fortezza da Basso, una realtà in continuo sviluppo: nel 2000, in occasione del Congresso mondiale di Pneumologia, abbiamo superato i 14.000 iscritti, e Firenze ha ospitato oltre 20.000 persone giunte per seguire i lavori. Una vera sfida, come piace a noi. Un’enorme soddisfazione.
Irene Serio, voi definite il congresso anche un evento, perché?
E’ soprattutto un evento. Perché non basta trovare le sale adeguate o gli impianti tecnici più adatti: noi lavoriamo mettendo costantemente in campo creatività ed idee innovative in grado di dare ad ogni congresso una sua identità, unica ed irripetibile. Sono più di 30 anni che siamo leader del settore, ma il modo migliore per festeggiare i successi è inseguirne di nuovi: è il futuro la sfida più grande. Nel nostro lavoro è assai più importante quello che saremo in grado di fare di ciò che si è già fatto: ci piace far navigare i nostri clienti nel mare sicuro dell’esperienza, ma ci piace ancor di più salpare insieme verso nuovi orizzonti, guidati dalla nostra filosofia di sempre: basta un’idea in più, e l’impossibile non esiste.
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