Un Report di Sostenibilità mostra obiettivi e indicatori. Ma prima di diventare un documento da analizzare, è un processo che attraversa l’organizzazione, mette in relazione competenze diverse e stimola a osservare con maggiore attenzione il modo in cui si lavora. Il nostro ultimo Report nasce proprio da qui. È stato, prima di tutto, un lavoro di ricostruzione: raccogliere molti dati provenienti da funzioni diverse, verificarli, metterli in relazione e comprendere quali aspetti rappresentassero davvero l’evoluzione del Gruppo. Il punto era fare emergere il sistema che, dal 2022, aveva iniziato a consolidarsi. Un modello sempre più strutturato, nel quale la sostenibilità entra progressivamente nella cultura aziendale e nella progettazione degli eventi.
Guardare l’organizzazione da una prospettiva diversa
Costruire un Report di Sostenibilità significa osservare l’azienda da un punto di vista insolito. Le attività che nel lavoro quotidiano spesso procedono su percorsi paralleli (gestione delle risorse, formazione interna, governance, relazioni con i fornitori, iniziative sociali, gestione dei progetti) vengono ricomposte all’interno della stessa lettura. È in questo passaggio che il reporting rivela una delle sue funzioni più importanti: aiutare l’organizzazione stessa a riconoscere connessioni che, nella quotidianità, rischiano di rimanere invisibili. La raccolta delle informazioni ha coinvolto gruppi operativi provenienti da divisioni diverse, chiamati a contribuire in modo proattivo alla costruzione di una visione comune. La sostenibilità ha così smesso di apparire come una sequenza di iniziative separate. Le politiche di inclusione hanno incontrato i dati sulla popolazione aziendale, la formazione è stata letta accanto all’evoluzione delle competenze, le performance ambientali sono state collegate alle scelte operative, i progetti realizzati durante gli eventi sono entrati in relazione con le comunità, i territori e le partnership che li hanno resi possibili.
Ogni indicatore risponde a una domanda che spesso ne apre molte altre. Nel 2025 OIC Group ha contato 102 persone, con il 94% dei contratti a tempo indeterminato. Il 95% delle nuove assunzioni ha riguardato donne e il 75% delle posizioni manageriali è ricoperto da figure femminili. Sono state inoltre erogate ben 744 ore di formazione. Sul piano ambientale, il lavoro di rendicontazione ha permesso di ricostruire anche le iniziative collegate agli eventi realizzati nel 2025. Per le emissioni quantificate, sono stati acquistati e ritirati crediti di carbonio per oltre 3.000 tonnellate di CO₂, associati a sette progetti certificati nei settori delle energie rinnovabili, della tutela delle foreste e dello sviluppo sostenibile. Questi dati descrivono solo una parte della nostra organizzazione. Il lavoro più rilevante è stato interpretarli per capire che cosa raccontassero del modello aziendale, quali aree richiedessero ulteriore attenzione e quali strumenti fossero necessari per migliorare la capacità di misurazione. Una fotografia nitida anche nei punti ancora in costruzione.
Progettare, misurare, migliorare: il valore degli eventi sostenibili
Il passaggio più significativo ha riguardato il modo di leggere il core business di OIC Group. Un evento produce inevitabilmente impatti ambientali, dalla mobilità, ai consumi, materiali e rifiuti. Allo stesso tempo, attiva filiere economiche, coinvolge professionisti e fornitori, porta persone nelle città, diffonde conoscenza anche nella comunità, dove può stimolare nuove sinergie. Ma c’è ancora un altro livello: ogni evento crea un ambiente sociale temporaneo, definisce nuovi linguaggi, orienta comportamenti e produce esperienze da vivere in condivisione. Non si tratta mai di spazi neutri, perché anche le scelte apparentemente più operative possono impattare sulla qualità della partecipazione e sul valore che rimane alla fine dell’esperienza.
Da questa consapevolezza nasce una domanda nuova: come possiamo progettare, fin dalle prime scelte, il valore che un evento lascerà nel tempo?
La risposta comincia dalle prime fasi della progettazione: la scelta della destinazione, della venue, la costruzione di sinergie con il territorio ospitante, il coinvolgimento dell’intera filiera e l’accessibilità, che attraversa e orienta ogni dimensione dell’evento. Da questa visione nasce l’OIC Impact Method, il modello proprietario con cui OIC Group traduce i principi ESG in criteri operativi, integrando la sostenibilità nel ciclo di vita dell’evento fin dalle prime fasi di progettazione. Le storie raccolte nel Report mostrano come questa impostazione assuma forme diverse. Ad esempio, durante il Global Spine Congress 2025 di Rio de Janeiro, la sostenibilità è stata integrata nel progetto congressuale attraverso azioni ambientali e sociali. Low Vision 2025, a Firenze, ha invece posto l’accessibilità al centro dell’esperienza: materiali progettati secondo criteri di leggibilità, coinvolgimento diretto di persone ipovedenti e pazienti con iniziative solidali e inclusive sul territorio.
Due progetti diversi, accomunati dallo stesso principio: leggere bene il contesto, coinvolgere gli stakeholder giusti e individuare tutte quelle azioni capaci di generare valore per quella specifica comunità. Non esiste, infatti, un modello di evento sostenibile identico per tutti. Esiste un metodo che aiuta a porre le domande giuste, scegliere in modo più consapevole e misurare con visione ciò che è stato costruito.
Dal Report alla cultura quotidiana
Il Report di Sostenibilità 2025 segna per OIC Group un passaggio preciso: da un insieme di impegni e azioni a un sistema fondato su obiettivi chiari e strumenti interni condivisi da tutta l’organizzazioni. Questo non significa che il percorso sia concluso. Ma, al contrario, significa avere costruito basi più solide per il futuro. La sfida ora è fare in modo che ciò che il Report rende visibile entri sempre più profondamente nelle decisioni quotidiane e nel modo in cui viene valutato il successo di un evento. La sostenibilità diventa cultura quando cambia il modo in cui un’organizzazione interpreta il proprio ruolo e traduce quella consapevolezza nel lavoro e nelle relazioni di ogni giorno. È questo il percorso raccontato dal nostro Report: aperto, concreto e sempre in trasformazione, orientato da un obiettivo chiaro, quello di generare un impatto intelligente, capace di essere riconosciuto, misurato e migliorato nel tempo.
